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Lo scrittore

La vita - 1950-1970

Nel 1950, presso l’editore romano Bardi, Sciascia dà alle stampe le Favole della dittatura e, sempre presso Bardi, pubblica due anni dopo la sua unica silloge in versi, La Sicilia, il suo cuore, arricchita dai disegni di Emilio Greco. Dalla collaborazione con Pier Paolo Pasolini, legata alla direzione sciasciana della rivista «Galleria», nasce nel 1952 l’antologia Il fiore della poesia romanesca, presso le Edizioni Salvatore Sciascia di Caltanissetta.

Del 1953 è il saggio Pirandello e il pirandellismo, e degli stessi anni è la collaborazione di Sciascia a numerose riviste come la «Gazzetta di Parma», «L’Ora», «Letteratura», «Nuova Corrente».

Al 1956 risale l’uscita, presso l’editore Laterza, de Le parrocchie di Regalpetra, che si aggiudica il premio Crotone. L’anno successivo Sciascia presenta i racconti La zia d’America e II quarantotto, sotto il titolo Due storie italiane, al concorso “Libera Stampa” di Lugano, vincendo il premio per il 1957. L’avvicinamento alla scrittura coincide col graduale allontanamento dalla scuola. Prima Sciascia ottiene il distaccamento al Ministero della Pubblica Istruzione di Roma, poi al patronato scolastico di Caltanissetta.

    

Nella collana einaudiana dei “Gettoni”, diretta da Elio Vittorini, escono nell’autunno del 1958 i tre racconti della prima edizione de Gli zii di Sicilia: La zia d’America, II quarantotto, La morte di Stalin, cui si aggiungerà, nella riedizione del ’60, L’antimonio.

Del 1961 è il saggio Pirandello e la Sicilia, così come il fortunato romanzo “giallo” II giorno della civetta, da cui sarà tratto, nel 1968, un celebre film di Damiano Damiani. Nel 1963, per Einaudi, esce l’atipico romanzo storico II Consiglio d'Egitto, ambientato nella Palermo di fine Settecento. L’anno dopo, presso Laterza, esce il racconto-inchiesta Morte dell’inquisitore, fondato su documenti d’archivio relativi alla figura del diacono racalmutese Diego La Matina, condannato dall’Inquisizione spagnola come eretico. Sempre del ’64 è l’avvicinamento di Sciascia al teatro con I mafiosi, riscrittura in italiano della commedia dialettale di Giuseppe Rizzotto e Gaspare Mosca I mafiusi di la Vicaria (1863), che l’autore prende a pretesto per ribaltarne il significato filomafioso.

Del 1965 è la pièce teatrale L’Onorevole, e del ’69 la Recitazione della controversia liparitana dedicata ad A.D.; al 1966 risale invece la pubblicazione del romanzo poliziesco A ciascuno il suo, dedicato a una «mafia urbana e totalmente politicizzata». Del 1967 è la traduzione del dialogo La velada en Benicarló di Manuel Azaña, il presidente della Repubblica spagnola sconfitto dal dittatore Francisco Franco.

Nel 1970 Sciascia va in pensione e pubblica la raccolta di saggi La corda pazza, dedicata a scrittori e artisti isolani – da Verga a Brancati, da Emilio Greco a Bruno Caruso - accomunati dalla cosiddetta «sicilitudine». Negli anni ’70 inizia a collaborare al «Corriere della Sera» e «La Stampa».

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